Ernia del disco cervicale

Patologia trattata · Neurochirurgia

Sezione informativa a cura del Dott. Daniele Piccolo, Dirigente Medico di Neurochirurgia presso ASUFC, Ospedale Santa Maria della Misericordia di Udine. La pagina ha scopo divulgativo e non sostituisce un consulto medico individuale.

Ernia del disco cervicale C6-C7 su RM sagittale T2
Risonanza magnetica sagittale T2: ernia del disco a livello C6-C7 con conflitto sul sacco durale.
Immagine ‘C6-C7-disc-herniation-cevical-mri-scan.jpg’ — Anthonp, via Wikimedia Commons. Licenza CC BY-SA 3.0. Adattata/ridimensionata per il sito.

L’ernia del disco cervicale è una causa comune di dolore al collo (cervicalgia) e/o di dolore irradiato al braccio (cervicobrachialgia).

Cos’è Esattamente un’Ernia del Disco Cervicale?

Per capire cos’è un’ernia del disco cervicale, è utile conoscere la struttura della nostra colonna cervicale (il collo). Essa è composta da:

  • Vertebre Cervicali: Sono le sette ossa impilate che formano il tratto superiore della colonna, sostenendo la testa e proteggendo il midollo spinale cervicale.
  • Midollo Spinale Cervicale e Radici Nervose: Il midollo spinale cervicale è la porzione superiore del fascio di nervi che parte dal cervello. Da esso si diramano le radici nervose cervicali che innervano le spalle, le braccia e le mani.
  • Dischi Intervertebrali Cervicali: Tra una vertebra cervicale e l’altra (ad eccezione delle prime due) si trovano i dischi intervertebrali. Simili a quelli lombari, sono costituiti da un anello esterno fibroso e un nucleo interno gelatinoso, agendo come ammortizzatori e permettendo il movimento del collo.

Si parla di ernia del disco cervicale quando l’anello esterno di un disco cervicale si usura o si rompe, permettendo al nucleo polposo gelatinoso di fuoriuscire dalla sua sede. Questo materiale erniato può:

  • Irritare chimicamente le radici nervose vicine.
  • Comprimere direttamente le radici nervose o, in casi più significativi, il midollo spinale cervicale, a seconda della sua posizione e dimensione.

Quali Sono i Sintomi Tipici dell’Ernia del Disco Cervicale?

Non tutte le ernie del disco cervicali causano sintomi. Quando si manifestano, i più comuni sono:

  • Dolore Cervicale (Cervicalgia): Dolore al collo, che può essere sordo o acuto, spesso peggiorato da alcuni movimenti della testa.
  • Dolore Irradiato al Braccio (Cervicobrachialgia o Radicolopatia Cervicale): È il sintomo più caratteristico. Un dolore che parte dal collo e si irradia lungo la spalla, il braccio, l’avambraccio fino alla mano e alle dita. La localizzazione esatta del dolore dipende da quale disco è erniato e quale radice nervosa è coinvolta.
  • Formicolio e Intorpidimento (Parestesie): Sensazioni anomale nella spalla, braccio, mano o dita.
  • Debolezza Muscolare: Difficoltà a sollevare il braccio, a piegare il gomito, a stringere la mano o a eseguire movimenti fini con le dita.
  • Cefalea (Mal di Testa): In alcuni casi, specialmente se localizzata alla regione nucale.
  • Mielopatia Cervicale (nei casi di compressione midollare): Sintomi più gravi che possono includere rigidità e debolezza agli arti inferiori, difficoltà nella deambulazione, perdita di equilibrio, problemi di coordinazione fine delle mani, e in casi avanzati alterazioni della funzione sfinterica. Questi sintomi richiedono una valutazione specialistica urgente.

Come si Arriva a una Diagnosi Certa?

Una diagnosi accurata è fondamentale. Il percorso diagnostico solitamente include:

  1. Visita Specialistica Approfondita: Lo specialista raccoglierà la storia clinica, informandosi sui sintomi, la loro insorgenza e come influenzano le attività quotidiane. Eseguirà un esame neurologico completo per valutare la forza muscolare, i riflessi e la sensibilità agli arti superiori e inferiori.
  2. Esami Strumentali (quando necessari):
    • Risonanza Magnetica (RMN) Cervicale: È l’esame d’elezione. Fornisce immagini dettagliate dei dischi, delle radici nervose e del midollo spinale, permettendo di confermare la presenza dell’ernia, la sua dimensione e il suo rapporto con le strutture nervose.
    • Tomografia Computerizzata (TC) Cervicale: Può essere utile per valutare meglio le componenti ossee, specialmente se si sospettano anche alterazioni artrosiche significative (osteofiti).
    • Radiografie (RX) Dinamiche del Rachide Cervicale: Per valutare l’allineamento, la stabilità e la presenza di eventuali alterazioni degenerative ossee.
    • Elettromiografia (EMG) ed Elettroneurografia (ENG): Talvolta richiesti per studiare la funzionalità delle radici nervose e dei nervi periferici, e per differenziare da altre condizioni.

È importante correlare i sintomi del paziente con i reperti radiologici, poiché non tutte le ernie visibili alla RMN sono sintomatiche o richiedono un trattamento.

Quali Sono le Opzioni di Trattamento per l’Ernia del Disco Cervicale?

Molti pazienti con ernia del disco cervicale migliorano con trattamenti conservativi.

  • Trattamenti Conservativi (generalmente il primo approccio):
    • Riposo Relativo e Modifica delle Attività: Evitare movimenti del collo che scatenano il dolore. L’uso temporaneo di un collare cervicale morbido può essere consigliato in fase acuta per limitare i movimenti e ridurre il dolore.
    • Terapia Farmacologica: Farmaci antidolorifici (paracetamolo, FANS), miorilassanti, e in alcuni casi farmaci specifici per il dolore neuropatico o corticosteroidi per via orale (per brevi periodi), sempre sotto controllo medico.
    • Fisioterapia ed Esercizio Terapeutico: Un programma personalizzato può includere terapie manuali, esercizi di stretching dolce, rinforzo muscolare isometrico del collo e rieducazione posturale.
    • Terapie Infiltrative Cervicali (Infiltrazioni): Iniezioni di farmaci (cortisonici e anestetici locali) vicino alla radice nervosa infiammata (infiltrazioni periradicolari selettive) o nello spazio epidurale cervicale, eseguite sotto guida radiologica, possono offrire un significativo sollievo dal dolore in casi selezionati.
  • Quando è Indicato l’Intervento Chirurgico?
    La chirurgia viene presa in considerazione quando:
    • trattamenti conservativi, proseguiti per un periodo adeguato, non hanno portato a un miglioramento soddisfacente del dolore radicolare e della qualità di vita.
    • Il dolore è intollerabile e non risponde ad alcuna terapia.
    • Sono presenti deficit neurologici significativi e progressivi (es. debolezza muscolare marcata a carico di un braccio o di una mano).
    • Sono presenti segni e sintomi di mielopatia cervicale dovuti alla compressione del midollo spinale da parte dell’ernia.
    La decisione di procedere con la chirurgia è sempre condivisa con il paziente, dopo un’attenta valutazione dei benefici e dei potenziali rischi.

L’Intervento Chirurgico: Discectomia Cervicale Anteriore e Fusione (ACDF)

Uno degli interventi chirurgici più comuni ed efficaci per l’ernia del disco cervicale è la ACDF (Anterior Cervical Discectomy and Fusion), che in italiano si traduce in Discectomia Cervicale Anteriore e Artrodesi (o Fusione) Vertebrale. Ecco come generalmente si svolge:

  1. Approccio Anteriore: L’intervento viene eseguito attraverso una piccola incisione nella parte anteriore del collo, generalmente sul lato destro lungo una piega cutanea per minimizzare la cicatrice visibile. Questo approccio permette di raggiungere la colonna cervicale spostando delicatamente i tessuti molli del collo (muscoli, trachea, esofago) senza attraversarli direttamente.
  2. Discectomia: Una volta visualizzato il disco intervertebrale interessato, si procede con la sua rimozione (discectomia). Utilizzando strumenti dedicati e spesso il microscopio operatorio, il chirurgo asporta il disco erniato e frammenti discali che comprimono la radice nervosa o il midollo spinale. Questo decomprime le strutture nervose.
  3. Artrodesi (Fusione): Dopo aver rimosso il disco, lo spazio vuoto tra le due vertebre deve essere riempito per mantenere l’altezza corretta e promuovere la fusione (unione ossea) tra le vertebre adiacenti. Questo si ottiene inserendo una cage intersomatica: un piccolo dispositivo, spesso realizzato in PEEK (un polimero biocompatibile) o titanio, che viene riempito con sostituti ossei e inserito nello spazio discale.
L’obiettivo dell’ACDF è quindi duplice: decomprimere le strutture nervose e stabilizzare il segmento vertebrale interessato, eliminando il movimento a quel livello e prevenendo future instabilità o compressioni. Il recupero dall’ACDF è generalmente buono, con un rapido sollievo dal dolore radicolare per la maggior parte dei pazienti.

Cosa Può Fare il Paziente per Gestire i Sintomi e Favorire il Benessere Cervicale?

  • Postura Corretta: Prestare attenzione alla postura durante le attività quotidiane, specialmente se si lavora al computer o si trascorre molto tempo seduti.
  • Ergonomia: Adeguare l’altezza dello schermo del computer, utilizzare sedie con un buon supporto.
  • Esercizi Specifici: Sotto guida fisioterapica, eseguire esercizi per mantenere la flessibilità e un buon tono muscolare del collo.
  • Evitare Movimenti Bruschi o Estremi: Soprattutto in fase acuta.

Quando Contattare un Medico Urgentemente? (Campanelli d’Allarme)

È importante consultare un medico tempestivamente se si sperimenta:

  • Dolore al collo o al braccio improvviso e severo, specialmente se associato a un trauma.
  • Debolezza improvvisa o progressiva a un braccio, una mano, o difficoltà significative nei movimenti fini.
  • Comparsa o peggioramento di sintomi agli arti inferiori come debolezza, rigidità, difficoltà a camminare, perdita di equilibrio.
  • Problemi recenti nel controllo della vescica o dell’intestino.
  • Intorpidimento o formicolio diffuso o che si estende rapidamente.

Questi possono essere segni di condizioni che richiedono una valutazione e un trattamento urgenti.

Domande frequenti

Quali sono i sintomi di un’ernia cervicale?
Cervicalgia, dolore irradiato al braccio (cervicobrachialgia), parestesie nella mano, debolezza in specifici muscoli (a seconda del livello). Nei casi gravi: deficit motori multilivello, mielopatia con disturbi della marcia.
Bisogna sempre operare un’ernia cervicale?
No, la maggior parte si risolve con terapia conservativa (farmaci, fisioterapia, talvolta infiltrazioni epidurali) entro 6-12 settimane. La chirurgia è indicata in caso di deficit neurologici significativi, dolore refrattario, mielopatia cervicale.
Cos’è l’ACDF (Anterior Cervical Discectomy and Fusion)?
È l’intervento standard per le ernie cervicali chirurgiche: rimozione del disco erniato per via anteriore, decompressione di midollo e radici, posizionamento di una gabbia intersomatica con eventuale placca di fissaggio. La degenza è breve (1-3 giorni), il recupero solitamente ottimo.
Si può preservare la mobilità del collo dopo l’intervento?
Sì, in pazienti selezionati l’artroplastica cervicale (disco artificiale) consente di mantenere la mobilità segmentaria. L’indicazione richiede valutazione di età, livello coinvolto, qualità ossea e patologia associata.

Quando preoccuparsi — segnali d’allarme

L’ernia cervicale risponde spesso a terapia conservativa. Alcuni segni indicano necessità di valutazione neurochirurgica urgente:

  • Segni di mielopatia cervicale: instabilità della marcia, cadute, perdita della destrezza fine delle mani
  • Disturbi sfinterici (urgenza minzionale, incontinenza)
  • Deficit motorio progressivo agli arti superiori o inferiori
  • Dolore radicolare invalidante refrattario
  • Iperreflessia, segno di Hoffmann, Babinski positivo

Fonti e linee guida essenziali

  • NASS Clinical Guidelines for the Diagnosis and Treatment of Cervical Radiculopathy from Degenerative Disorders
  • Bohlman HH, et al. — Anterior cervical discectomy and fusion outcomes
  • NICE NG 59-related cervical radiculopathy considerations

Riferimenti non esaustivi. Linee guida internazionali pubblicate da società scientifiche e organizzazioni sanitarie sono in continuo aggiornamento.

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