Ematoma Subdurale Cronico (cSDH)
Sezione informativa a cura del Dott. Daniele Piccolo, Dirigente Medico di Neurochirurgia presso l’ASUFC, Ospedale Santa Maria della Misericordia di Udine. La pagina ha scopo divulgativo e non sostituisce un consulto medico individuale.
L’ematoma subdurale cronico (cSDH) è una raccolta ematica liquefatta localizzata tra dura madre e aracnoide, che si forma e progredisce nel tempo (settimane) attraverso meccanismi di sanguinamento ripetuto da fragili neovasi che originano dalla membrana neoformata. È una delle patologie neurochirurgiche più frequenti dell’anziano e la sua incidenza è in crescita per l’invecchiamento della popolazione e l’utilizzo sempre più diffuso di terapie antitrombotiche.

Immagine ‘BilateralSubDurMark.png’ — James Heilman, MD, via Wikimedia Commons. Licenza CC BY-SA 4.0. Adattata/ridimensionata per il sito.
La gestione moderna integra valutazione clinica, neuroradiologica, gestione delle comorbidità (farmaci antiaggreganti/anticoagulanti, fragilità geriatrica) e strategie chirurgiche mini-invasive. Negli ultimi anni si è affermata anche l’embolizzazione dell’arteria meningea media come opzione adiuvante o alternativa nei pazienti selezionati.
EPIDEMIOLOGIA E FATTORI DI RISCHIO
Incidenza stimata 5-8/100.000/anno nella popolazione generale, fino a 50-70/100.000 nei pazienti >65 anni. Predominanza maschile (2:1). Fattori di rischio principali:
- Età avanzata: principale fattore di rischio, legato all’atrofia cerebrale e alla fragilità delle vene a ponte
- Trauma cranico: spesso minore, talvolta non ricordato dal paziente
- Terapia antiaggregante o anticoagulante: aspirina, clopidogrel, DOACs, warfarin
- Alcolismo cronico: atrofia cerebrale, coagulopatia
- Disordini emostatici: piastrinopenia, coagulopatie
- Shunt liquorali: nelle iperdrenaggi cronici post-shunt
- Ipotensione liquorale spontanea
FISIOPATOLOGIA
L’evento iniziale è in genere un sanguinamento dalle vene a ponte conseguente a un trauma minore. Il sangue accumulato innesca una reazione infiammatoria con formazione di una membrana esterna neoformata (verso la dura) ricca di neovasi fragili. Cicli ripetuti di micro-sanguinamenti e iperfibrinolisi locale espandono progressivamente la raccolta. Anche meccanismi di osmosi e infiammazione cronica contribuiscono all’espansione.
La rete neoangiogenetica origina prevalentemente dall’arteria meningea media, evidenza che ha aperto la possibilità di trattamento endovascolare mirato.
SINTOMI
La presentazione clinica è spesso subdola, mimando altre patologie geriatriche:
- Cefalea (50-70%): cronica, ingravescente, talvolta posizionale
- Deficit motori: emiparesi controlaterale alla lesione, con esordio graduale o fluttuante
- Disturbi cognitivi: confusione, deterioramento cognitivo acuto-subacuto, talvolta mimante demenza
- Disturbi della marcia e cadute: aspecifici ma frequenti
- Crisi epilettiche: 10%
- Afasia: nelle localizzazioni dell’emisfero dominante
- Sintomi da ipertensione endocranica: nei casi voluminosi
DIAGNOSI
La TC encefalo senza contrasto è l’esame di riferimento. Reperti:
- Raccolta extra-assiale a forma di mezzaluna sulla convessità
- Densità ipo-/iso-/iperdensa, talvolta a strati per sanguinamenti successivi
- Effetto massa con scomparsa dei solchi della convessità, eventuale shift della linea mediana
- Bilateralità in una proporzione di casi
- Possibile contemporanea presenza di un layer iperdenso (riacutizzazione)
La RM è utile in casi dubbi, fornendo migliore caratterizzazione della struttura della raccolta, dell’edema e di eventuali componenti emorragiche multiple.
TRATTAMENTO
Indicazione chirurgica
L’indicazione chirurgica si pone in presenza di:
- Sintomi neurologici significativi
- Spessore della raccolta significativo (in genere >10 mm)
- Shift della linea mediana significativo
- Progressione documentata su imaging seriato
Tecniche chirurgiche
- Foro di trapano (burr-hole): tecnica più comune, in anestesia locale o generale, irrigazione abbondante con soluzione fisiologica tiepida, posizionamento di drenaggio subdurale per 24-48 ore (riduce il rischio di recidiva)
- Doppio foro di trapano: per raccolte ampie o settate
- Mini-craniotomia: per raccolte organizzate con membrane spesse, recidive, calcificazioni
- Twist-drill craniostomy: tecnica meno invasiva, ambulatoriale, in pazienti selezionati
Embolizzazione dell’arteria meningea media (MMA)
Tecnica endovascolare emergente, basata sull’occlusione della rete di neovasi originanti dall’arteria meningea media. È utilizzata come:
- Adiuvante alla chirurgia: dopo evacuazione, per ridurre il rischio di recidiva
- Trattamento primario: in casi selezionati di cSDH paucisintomatici o non operabili
- Trattamento delle recidive: efficace nel ridurre la necessità di reintervento chirurgico
Dati prospettici recenti (RCT EMBOLISE, MAGIC-MT, STEM) hanno consolidato il ruolo dell’embolizzazione MMA come parte integrante del trattamento del cSDH.
Terapia medica
Comprende gestione delle terapie anticoagulanti/antiaggreganti (sospensione e ripresa modulata in base al rischio individuale), corticosteroidi (efficacia controversa, oggi non raccomandati di routine), atorvastatina (segnali positivi in trial), tranexamico (in studio).
PROGNOSI E COMPLICANZE
La prognosi a breve termine è generalmente favorevole con tassi di recovery neurologico significativo nella maggioranza dei pazienti operati. Le principali criticità sono:
- Recidiva: 10-20% dei pazienti, più frequente nei casi bilaterali, con anticoagulanti, in pazienti molto anziani
- Mortalità: 5-15% a 30 giorni, in larga parte legata alle comorbidità geriatriche
- Complicanze tromboemboliche: rischio in pazienti con sospensione di terapia antitrombotica, da gestire con stratificazione del rischio individuale (referenza a studi prospettici dedicati)
- Crisi epilettiche
- Recovery cognitivo incompleto: in pazienti con fragilità preesistente
Il follow-up post-operatorio prevede TC encefalo a 24-72 ore e a 4-6 settimane (per documentare risoluzione e/o recidiva), valutazione neurologica e geriatrica.
Patologie correlate
Quando preoccuparsi — segnali d’allarme
L’ematoma subdurale cronico ha decorso lento, ma alcuni segni indicano peggioramento o nuova lesione:
- Peggioramento rapido dello stato di coscienza
- Comparsa di deficit neurologici focali (paresi, afasia, anisocoria)
- Cefalea ingravescente
- Crisi epilettica di nuova insorgenza
- Vomito ripetuto
- Cadute ripetute con sospetto trauma cranico
- In pazienti operati: sintomi di recidiva entro 1-2 mesi dall’intervento
Fonti e linee guida essenziali
- EMBOLISE trial — embolizzazione MMA per ematoma subdurale cronico (NEJM 2024)
- MAGIC-MT, STEM, EMBOLISE trial cluster — middle meningeal artery embolization
- Edlmann E, et al. Pathophysiology of chronic subdural haematoma: inflammation, angiogenesis and implications for pharmacotherapy. J Neuroinflammation 2017
Riferimenti non esaustivi. Linee guida internazionali pubblicate da società scientifiche e organizzazioni sanitarie sono in continuo aggiornamento.
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