Spondilolistesi Degenerativa Lombare
Sezione informativa a cura del Dott. Daniele Piccolo, Dirigente Medico di Neurochirurgia presso l’ASUFC, Ospedale Santa Maria della Misericordia di Udine. La pagina ha scopo divulgativo e non sostituisce un consulto medico individuale.
La spondilolistesi degenerativa è lo scivolamento anteriore di una vertebra rispetto a quella sottostante, in assenza di lesione dell’istmo, conseguente a processi degenerativi delle articolazioni zigapofisarie e del disco intervertebrale. Colpisce prevalentemente il segmento L4-L5, è più frequente nelle donne dopo i 50 anni e rappresenta una causa frequente di lombalgia, radicolopatia e claudicatio spinale.

Immagine ‘CT and X-ray of spondylolisthesis, and post-operative.jpg’ — Chester J Donnally III, via Wikimedia Commons. Licenza CC BY 4.0. Adattata/ridimensionata per il sito.
La gestione è graduata: dalle terapie conservative al trattamento chirurgico, in genere artrodesi (TLIF, PLIF, ALIF, OLIF) associata o meno a decompressione del canale, con scelta basata su sintomatologia, instabilità documentata, qualità di vita.
EPIDEMIOLOGIA E CLASSIFICAZIONE
La spondilolistesi degenerativa colpisce circa il 5-10% della popolazione adulta sopra i 50 anni, con netta predominanza femminile (rapporto 4:1 dopo i 50 anni, correlato a fattori ormonali e morfologici).
Le principali classificazioni:
- Wiltse (eziologica): tipo I displasica, II istmica, III degenerativa, IV traumatica, V patologica, VI iatrogena
- Meyerding (grado di slittamento): I 0-25%, II 25-50%, III 50-75%, IV 75-100%, V (spondiloptosi) >100%. La spondilolistesi degenerativa è in genere grado I-II
SINTOMI
- Lombalgia cronica: dominante, aggravata dalla stazione eretta e dal carico
- Sciatalgia o cruralgia: per coinvolgimento radicolare (in particolare L5, S1)
- Claudicatio neurogena: dolore, parestesie, debolezza degli arti inferiori dopo deambulazione, sollievo in flessione
- Deficit motori e sensitivi: nelle forme più avanzate o con compressione severa
- Disturbi sfinterici: rari, segnali di compressione cauda equina e indicazione urgente
DIAGNOSI
L’iter include:
- Esame clinico: documentazione del livello radicolare, valutazione motoria-sensitiva-riflessi, test di provocazione
- Radiografia lombare in ortostasi, AP e laterale, con proiezioni dinamiche (flesso-estensione) per documentare l’instabilità
- RM lombare: caratterizzazione di canalizzazione, compressione radicolare, stato dei dischi e delle faccette
- TC lombare: utile per anatomia ossea, pianificazione chirurgica, valutazione dell’integrità peduncolare-istmica
TRATTAMENTO
Trattamento conservativo
Indicato in prima linea per la maggior parte dei pazienti:
- Terapia farmacologica del dolore (FANS, miorilassanti, antidolorifici)
- Fisioterapia: rinforzo muscolatura addominale-paravertebrale, stabilizzazione lombare, flessibilità
- Modificazione dell’attività, perdita di peso se indicata
- Infiltrazioni epidurali o transforaminali con steroidi per sintomatologia radicolare
- Approccio gradualmente più strutturato in casi cronici
Trattamento chirurgico
Indicato in caso di:
- Sintomi invalidanti persistenti nonostante terapia conservativa adeguata (3-6 mesi)
- Deficit neurologici progressivi
- Claudicatio neurogena severa che limita l’autonomia
- Instabilità documentata su Rx dinamiche
Le tecniche principali sono:
- Decompressione + artrodesi posteriore con strumentazione: viti peduncolari, decompressione del canale, fusione postero-laterale
- TLIF (Transforaminal Lumbar Interbody Fusion): aggiunta di cage intersomatica per via transforaminale, miglior controllo dell’allineamento sagittale
- PLIF: simile al TLIF ma con accesso bilaterale
- ALIF / OLIF: cage intersomatica per via anteriore o obliqua, ottimo restauro dell’altezza discale e della lordosi
- Tecniche mininvasive (MIS-TLIF, MIS-LIF, navigation/robot-guided): ridotta morbilità peri-operatoria, recovery più rapido
La scelta tecnica dipende da grado di slittamento, instabilità, anatomia individuale, lordosi sagittale, fattori del paziente. La fusione mira a ottenere stabilità, restaurare l’allineamento ed eliminare l’effetto compressivo dinamico.
PROGNOSI E FOLLOW-UP
La risposta al trattamento conservativo è soddisfacente in una proporzione significativa dei pazienti. Nei casi operati, la prognosi a lungo termine è in genere favorevole, con miglioramento del dolore, della claudicatio e della qualità di vita documentato in studi randomizzati (SPORT trial). Le principali complicanze sono la pseudoartrosi, la malattia del segmento adiacente, le complicanze peri-operatorie generali della chirurgia spinale.
Patologie correlate
Quando preoccuparsi — segnali d’allarme
La spondilolistesi ha decorso cronico, ma alcuni segni richiedono valutazione urgente:
- Sindrome della cauda equina: anestesia a sella, ritenzione/incontinenza (emergenza)
- Deficit motorio progressivo agli arti inferiori
- Claudicatio neurogena severa che limita drasticamente l’autonomia
- Bilateralità dei sintomi con deficit sensitivi diffusi
- Dolore severo refrattario alla terapia conservativa
Fonti e linee guida essenziali
- NASS (North American Spine Society) Clinical Guidelines on Lumbar Spondylolisthesis
- SPORT trial (Weinstein JN, et al.) — long-term outcomes of surgical vs nonsurgical treatment
- Wiltse LL, Newman PH. Classification of spondylolisis and spondylolisthesis. Clin Orthop 1976
Riferimenti non esaustivi. Linee guida internazionali pubblicate da società scientifiche e organizzazioni sanitarie sono in continuo aggiornamento.
Hai bisogno di un consulto?
Per richieste cliniche personali e modalità di prenotazione, puoi consultare la pagina dedicata. La presente sezione è a scopo informativo e non sostituisce un consulto medico individuale.
Prenota una visita