Adenoma Ipofisario
Sezione informativa a cura del Dott. Daniele Piccolo, Dirigente Medico di Neurochirurgia presso l’ASUFC, Ospedale Santa Maria della Misericordia di Udine. La pagina ha scopo divulgativo e non sostituisce un consulto medico individuale.
Gli adenomi ipofisari sono tumori benigni che originano dalle cellule dell’adenoipofisi (lobo anteriore della ghiandola pituitaria). Rappresentano circa il 10-15% di tutti i tumori intracranici e sono la causa più frequente di lesioni della regione sellare. Pur essendo istologicamente benigni nella stragrande maggioranza dei casi, possono produrre conseguenze cliniche significative per due meccanismi: secrezione ormonale autonoma (adenomi funzionanti) e/o effetto massa con compressione delle strutture circostanti (chiasma ottico, peduncolo ipofisario, seni cavernosi).

Immagine ‘1808 The Anterior Pituitary Complex’ — OpenStax College (Anatomy & Physiology), via Wikimedia Commons. Licenza CC BY 3.0. Testo tradotto in italiano e immagine adattata per il sito.
La gestione moderna è multidisciplinare e integra endocrinologia, neuroradiologia, neurochirurgia, oftalmologia e — quando indicata — radioterapia/radiochirurgia. La via chirurgica di scelta per la maggior parte dei casi è la chirurgia trans-sfenoidale endoscopica, mini-invasiva, condotta attraverso la cavità nasale.
CLASSIFICAZIONE ED EPIDEMIOLOGIA
Gli adenomi ipofisari sono classificati su base dimensionale e funzionale:
- Microadenomi: diametro <10 mm. Spesso scoperti come incidentaloma o per sintomatologia endocrina
- Macroadenomi: diametro ≥10 mm. Più frequentemente sintomatici per effetto massa
- Adenomi giganti: diametro >4 cm, talora con estensioni extra-sellari multiple
Sul versante funzionale, gli adenomi si distinguono in:
- Funzionanti (circa 60-65%): producono ormoni in eccesso. Per frequenza: prolattinomi > adenomi GH-secernenti (acromegalia) > adenomi ACTH-secernenti (Cushing pituitario) > adenomi TSH-secernenti (rari) > adenomi gonadotropino-secernenti
- Non funzionanti (circa 30-35%): silenti dal punto di vista ormonale, si manifestano per effetto massa o sono scoperti incidentalmente
- Atipici/aggressivi: rari, con marcatori di proliferazione elevati, potenziale recidiva precoce
L’incidenza clinica complessiva è stimata intorno a 4-7 casi per 100.000 abitanti/anno; gli studi autoptici suggeriscono una prevalenza di adenomi clinicamente silenti molto più elevata, fino al 10-15% della popolazione generale. L’età di presentazione più frequente è tra i 30 e i 60 anni.
SINTOMI
Sintomi da effetto massa
- Disturbi del campo visivo: emianopsia bitemporale per compressione del chiasma ottico (segno classico dei macroadenomi)
- Cefalea: spesso frontale o retro-orbitaria, talvolta legata a stiramento del diaframma sellare
- Coinvolgimento dei seni cavernosi: paresi degli oculomotori (III, IV, VI), ipoestesia trigeminale (V1-V2)
- Idrocefalo otturativo: nei rari casi di estensione massiva con coinvolgimento del III ventricolo
- Apoplessia ipofisaria: emorragia acuta nell’adenoma con cefalea improvvisa, riduzione del visus, ptosi, alterazione dello stato di coscienza — emergenza neurochirurgica
Sintomi endocrini
Variano in base al tipo di adenoma:
- Prolattinoma: galattorrea, amenorrea, infertilità nella donna; calo libido, disfunzione erettile, ginecomastia nell’uomo
- Adenoma GH-secernente (acromegalia): ingrandimento di mani, piedi, labbra, naso, mandibola; diabete; ipertensione; cardiomiopatia; sindrome del tunnel carpale; iperidrosi. Nei bambini/adolescenti pre-saldatura epifisaria configura il gigantismo
- Adenoma ACTH-secernente (malattia di Cushing): obesità centripeta, gibbo cervicale, facies lunare, strie rubre, ipertensione, diabete, osteoporosi, fragilità cutanea, ipotrofia muscolare, alterazioni psichiche
- Adenoma TSH-secernente: ipertiroidismo centrale (raro)
- Ipopituitarismo: da compressione dell’adenoipofisi residua o del peduncolo. Astenia, calo libido, amenorrea, intolleranza al freddo, ipotensione
DIAGNOSI
Valutazione endocrinologica
Lo studio endocrinologico è essenziale e include:
- Dosaggio di prolattina (PRL), GH e IGF-1, ACTH e cortisolo, TSH e FT4, FT3, FSH, LH, testosterone/estradiolo
- Test dinamici quando indicato: test di soppressione con desametasone, OGTT con dosaggio GH, ACTH-IPSS (cateterismo dei seni petrosi inferiori) nei casi di Cushing dubbi
- Valutazione dell’asse ipotalamo-ipofisi pre- e post-operatoria per documentare ipopituitarismo residuo
Imaging
La risonanza magnetica encefalo con focus sulla regione sellare e con somministrazione di gadolinio è lo standard:
- Sequenze T1 pre- e post-contrasto, T2 sul piano coronale e sagittale, sequenze dinamiche per microadenomi
- Caratterizzazione del rapporto con chiasma ottico, peduncolo ipofisario, seni cavernosi (classificazione di Knosp), pavimento sellare
- Studio dell’estensione soprasellare e laterale, eventuale invasione del clivus o dei seni sfenoidali

Immagine ‘Coronal section of non-functioning pituitary adenoma.jpg’ — Cerevisae, via Wikimedia Commons. Licenza CC BY-SA 4.0. Adattata/ridimensionata per il sito.
Valutazione oftalmologica
Campimetria computerizzata, OCT, fundus oculi sono fondamentali in tutti i casi di macroadenoma o di estensione soprasellare. Forniscono baseline e parametri di follow-up per documentare la risposta al trattamento.
TRATTAMENTO
Terapia medica
Per alcuni adenomi funzionanti la terapia medica è il primo approccio:
- Prolattinoma: agonisti dopaminergici (cabergolina, bromocriptina) inducono regressione del tumore e normalizzazione di PRL nella maggior parte dei casi, anche nei macroadenomi. Chirurgia riservata ai casi resistenti/intolleranti o complicati
- Acromegalia: analoghi della somatostatina (octreotide, lanreotide, pasireotide), pegvisomant. Talvolta usati come terapia neoadiuvante o adiuvante alla chirurgia
- Cushing pituitario: chirurgia è la prima scelta; farmaci (ketoconazolo, metirapone, pasireotide, mifepristone) usati in caso di insuccesso o come ponte
- Sostituzione ormonale per ipopituitarismo (corticosteroidi, levotiroxina, terapia sostitutiva sessuale, GH se indicato)
Chirurgia trans-sfenoidale endoscopica
La via trans-sfenoidale è la chirurgia di riferimento per la quasi totalità degli adenomi ipofisari. L’approccio endoscopico endonasale, sviluppato negli ultimi due decenni, ha sostituito in larga parte la microchirurgia trans-settale tradizionale.
Caratteristiche tecniche:
- Accesso bilaterale endonasale attraverso il seno sfenoidale, in collaborazione con otorinolaringoiatra esperto
- Apertura del pavimento sellare, identificazione di carotide e nervo ottico tramite reperi anatomici e neuronavigazione
- Resezione tumorale per via microchirurgica ed endoscopica, possibilità di angolature multiple grazie alle ottiche a 30°/45°
- Ricostruzione multistrato del pavimento sellare con fascia lata, grasso autologo, sostituti durali, lembo nasoseptale di Hadad-Bassagasteguy nei casi a rischio di fistola liquorale
- Monitoraggio neurofisiologico intraoperatorio nei casi complessi
Approcci alternativi
La chirurgia trans-cranica (pterionale, sotto-frontale) è oggi riservata ai pochi casi in cui il trans-sfenoidale è inadeguato: adenomi giganti con estensione laterale o frontale massiva, tumori con consistenza fibrosa importante, recidive con anatomia distorta.
Radioterapia e radiochirurgia
La radioterapia stereotassica o frazionata (Gamma Knife, CyberKnife, LINAC) è impiegata come trattamento adiuvante per:
- Residui tumorali non resecabili dopo chirurgia
- Recidive non operabili
- Adenomi funzionanti resistenti alla terapia medica e con residuo post-chirurgico
- Pazienti non candidabili alla chirurgia
La risposta radiobiologica è lenta (mesi-anni) e richiede follow-up endocrinologico per il rischio di ipopituitarismo radio-indotto.
COMPLICANZE E PROGNOSI
Le principali complicanze della chirurgia trans-sfenoidale endoscopica sono:
- Fistola liquorale post-operatoria: 2-5%, gestita con drenaggio lombare e/o reintervento ricostruttivo
- Diabete insipido: transitorio nel 10-30%, permanente nel 1-3%
- Ipopituitarismo post-operatorio: aggravato in una proporzione dei pazienti, talvolta migliorato in casi di pre-esistente compressione
- Emorragia/lesione carotidea: rara ma critica, richiede gestione endovascolare urgente
- Meningite: rara, prevenuta da profilassi antibiotica e ricostruzione accurata
- Persistenza/recidiva tumorale: variabile in funzione di dimensioni, invasività, completezza della resezione
La prognosi complessiva è generalmente favorevole nella maggioranza dei casi: la mortalità chirurgica è <1% in centri esperti; le percentuali di remissione endocrina dipendono dal tipo di adenoma (acromegalia 50-70%, Cushing 70-90% per microadenomi, prolattinomi con terapia medica spesso >80%); il controllo a lungo termine per i macroadenomi non funzionanti si ottiene in circa l’80% dei casi con chirurgia + eventuale radioterapia.
Il follow-up è life-long e prevede valutazione endocrinologica periodica, RM di controllo (3, 6, 12 mesi e poi annualmente per i primi 5 anni), campo visivo nei casi con coinvolgimento chiasmatico.
Patologie correlate
Quando preoccuparsi — segnali d’allarme
L’adenoma ipofisario è spesso a crescita lenta, ma alcune complicanze richiedono valutazione urgente:
- Apoplessia ipofisaria (emergenza): cefalea improvvisa violenta, riduzione acuta del visus, ptosi, alterazione dello stato di coscienza
- Crisi addisoniana: ipotensione severa, vomito, alterazione coscienza in paziente con ipocortisolismo
- Disturbi visivi rapidi (campo visivo, acuità) per compressione chiasma
- Diabete insipido acuto: poliuria-polidipsia improvvisa
- Diplopia o paralisi degli oculomotori
Fonti e linee guida essenziali
- Pituitary Society — Consensus guidelines on diagnosis and management of pituitary adenomas
- Endocrine Society Clinical Practice Guidelines (acromegalia, Cushing, prolattinoma)
- Melmed S, et al. Pituitary Society Consensus on Diagnosis and Management of Acromegaly. Pituitary 2021
Riferimenti non esaustivi. Linee guida internazionali pubblicate da società scientifiche e organizzazioni sanitarie sono in continuo aggiornamento.
Hai bisogno di un consulto?
Per richieste cliniche personali e modalità di prenotazione, puoi consultare la pagina dedicata. La presente sezione è a scopo informativo e non sostituisce un consulto medico individuale.
Prenota una visita