Mielopatia Cervicale Spondilogenetica
Sezione informativa a cura del Dott. Daniele Piccolo, Dirigente Medico di Neurochirurgia presso l’ASUFC, Ospedale Santa Maria della Misericordia di Udine. La pagina ha scopo divulgativo e non sostituisce un consulto medico individuale.
La mielopatia cervicale spondilogenetica (Cervical Spondylotic Myelopathy, CSM) è la causa più frequente di disfunzione midollare nell’adulto sopra i 55 anni. È determinata dalla compressione cronica del midollo cervicale conseguente alle modificazioni degenerative del rachide (ernie discali, osteofiti, ipertrofia legamentosa, instabilità segmentaria, stenosi del canale).

Immagine ‘Compressive myeolopathy C6C7.png’ — Jmarchn, via Wikimedia Commons. Licenza CC BY-SA 3.0. Adattata/ridimensionata per il sito.
Riconoscere precocemente la CSM è cruciale: una volta instaurato il danno mielinico la reversibilità è limitata. La diagnosi e il trattamento tempestivi rappresentano il vero determinante prognostico.
EPIDEMIOLOGIA E FISIOPATOLOGIA
La prevalenza aumenta con l’età: la CSM è la più comune patologia midollare degenerativa nell’adulto, con incidenza in costante crescita per l’invecchiamento della popolazione. Predilige il sesso maschile (2:1) e i livelli C5-C6 e C6-C7.
La fisiopatologia integra fattori statici (riduzione del diametro antero-posteriore del canale <10-12 mm, stenosi degenerativa, OPLL — ossification of posterior longitudinal ligament) e dinamici (instabilità segmentaria, movimenti in iperestensione che riducono ulteriormente lo spazio midollare). La compressione cronica determina ischemia cordonale, demielinizzazione e infine degenerazione assonale.
SINTOMI
I sintomi della CSM sono spesso subdoli e progressivi:
- Disturbi della marcia: instabilità, atassia spastica, difficoltà di equilibrio, “gait myelopathy”
- Deficit motori: debolezza degli arti superiori (mano clumsy/maldestra, perdita della destrezza fine), eventualmente degli arti inferiori
- Disturbi sensitivi: parestesie agli arti superiori, ridotta sensibilità propriocettiva, segno di Lhermitte
- Disturbi sfinterici: urgenza minzionale, incontinenza, disturbi della defecazione (segno di gravità)
- Cervicalgia: presente ma raramente dominante
- Segni piramidali: iperreflessia, segno di Hoffmann, segno di Babinski
La scala di Nurick e la mJOA (modified Japanese Orthopaedic Association) sono strumenti validati per la quantificazione della severità clinica e per il monitoraggio.
DIAGNOSI
L’iter diagnostico include:
- Esame neurologico: documentazione di segni piramidali, riflessi patologici, deficit motori-sensitivi-funzionali
- RM cervicale: gold standard, mostra compressione midollare, eventuali aree iperintense T2 (espressione di danno mielinico), spondilosi multilivello
- TC cervicale: utile per OPLL, osteofiti, instabilità ossea, pianificazione chirurgica
- Radiografie dinamiche: documentano instabilità
- Studio elettrofisiologico (SEP, MEP): utile in casi dubbi o per documentare basale pre-operatoria
TRATTAMENTO
Gestione conservativa
Indicata nelle forme lievi (mJOA >15) o nei pazienti non operabili: terapia medica del dolore, fisioterapia mirata, evitamento di attività ad alto rischio. Tuttavia, la storia naturale della CSM è di progressione nel tempo, e in presenza di mielopatia documentata clinicamente e radiologicamente la chirurgia è generalmente raccomandata.
Trattamento chirurgico
L’obiettivo è la decompressione del midollo cervicale, idealmente con preservazione dell’allineamento e della stabilità. Le strategie principali sono:
- Discectomia cervicale anteriore + fusione (ACDF): indicata per compressione anteriore mono- o pauci-segmentaria, ottimo controllo della deformità lordotica
- Corpectomia anteriore + fusione: per compressioni anteriori multilivello o lesioni retrocorporali estese
- Artroplastica cervicale (disco artificiale): in pazienti selezionati per preservare la mobilità segmentaria
- Laminectomia + artrodesi posteriore: indicata per stenosi multilivello e/o cifosi cervicale
- Laminoplastica: alternativa motion-preserving per stenosi multilivello su rachide lordotico
- Approccio combinato anteriore-posteriore: in casi complessi
Tecniche complementari
- Neuronavigazione intraoperatoria
- Monitoraggio neurofisiologico intraoperatorio (MEP, SEP, EMG)
- Imaging intraoperatorio (O-arm, TC navigation)
- Microscopia dedicata
PROGNOSI E FOLLOW-UP
La precocità del trattamento è il principale fattore prognostico. Nei pazienti operati con mielopatia di grado moderato, il miglioramento clinico è osservato nel 65-85% dei casi; nelle forme severe il recupero è in genere parziale per il danno irreversibile sulla fibra mielinica. La progressione naturale della malattia non trattata è di peggioramento clinico nel tempo nella maggioranza dei pazienti.
Il follow-up post-operatorio prevede valutazione clinica, RM, RX dinamiche per documentare la stabilità della costruzione e l’evoluzione dei segmenti adiacenti.
Patologie correlate
Quando preoccuparsi — segnali d’allarme
La mielopatia cervicale spondilogenetica ha decorso progressivo. Alcuni segni indicano necessità di valutazione neurochirurgica urgente:
- Peggioramento rapido della marcia (giorni-settimane)
- Disturbi sfinterici (urgenza minzionale, incontinenza, ritenzione)
- Cadute frequenti con rischio di trauma
- Deficit motorio progressivo agli arti
- Perdita rapida della destrezza fine delle mani
- Iperreflessia, Babinski positivo, segno di Hoffmann bilaterale
Fonti e linee guida essenziali
- AOSpine North America Clinical Practice Guidelines for the Management of Cervical Spondylotic Myelopathy (Fehlings MG, et al., 2017)
- mJOA (modified Japanese Orthopaedic Association) scoring system
- CSM-Protect, CSM-S — major clinical studies on outcome
Riferimenti non esaustivi. Linee guida internazionali pubblicate da società scientifiche e organizzazioni sanitarie sono in continuo aggiornamento.
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