Ematoma Subdurale Acuto (aSDH)
Sezione informativa a cura del Dott. Daniele Piccolo, Dirigente Medico di Neurochirurgia presso l’ASUFC, Ospedale Santa Maria della Misericordia di Udine. La pagina ha scopo divulgativo e non sostituisce un consulto medico individuale.
L’ematoma subdurale acuto (aSDH, acute subdural hematoma) è una raccolta ematica tra dura madre e aracnoide, di insorgenza acuta entro 72 ore da un trauma cranico tipicamente severo. È una delle emergenze neurochirurgiche più gravi, con mortalità complessiva 40-60% e morbilità neurologica significativa nei sopravvissuti.

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A differenza dell’ematoma subdurale cronico (cSDH), spesso da trauma minore nell’anziano e a presentazione lenta, l’aSDH è acuto, da trauma severo, e richiede gestione neurochirurgica/intensivistica urgente.
EPIDEMIOLOGIA E EZIOLOGIA
Incidenza: 5-25 casi per 100.000 persone/anno. Più frequente in:
- Trauma cranico severo (alta cinetica): incidenti stradali, cadute dall’alto, traumi sportivi maggiori, aggressioni
- Anziani (vene a ponte più fragili, atrofia cerebrale)
- Pazienti in terapia anticoagulante/antiaggregante
- Alcolisti cronici
- Coagulopatie
Meccanismo:
- Lacerazione delle vene a ponte (bridging veins): vene che attraversano lo spazio subdurale dalla corteccia ai seni venosi durali. Movimenti accelerazione-decelerazione (es. counter-coup) le lacerano
- Lacerazione di vasi corticali: per contusioni emorragiche o lacerazioni penetranti
- Frequenti lesioni intracraniche associate: contusioni cerebrali, emorragie subaracnoidee, danno assonale diffuso (DAI), edema cerebrale
PRESENTAZIONE CLINICA
La presentazione è in genere severa e rapida:
- Trauma cranico significativo documentato
- Perdita di coscienza immediata o quasi immediata, spesso senza intervallo lucido
- GCS in deterioramento
- Deficit neurologici focali: emiparesi controlaterale, anisocoria (midriasi omolaterale per erniazione transtentoriale)
- Crisi epilettiche: 10-15%
- Segni di ipertensione endocranica: triade di Cushing (ipertensione, bradicardia, alterazioni del respiro)
- Coma profondo nelle forme severe
DIAGNOSI
TC encefalo senza contrasto
Esame di scelta. Reperti tipici dell’aSDH:
- Lesione iperdensa a forma di mezzaluna/falce: caratteristica forma “a mantellina” che segue la convessità cerebrale
- Attraversa le suture craniche (a differenza dell’EDH): l’ematoma occupa l’intero spazio subdurale
- Effetto massa significativo: shift della linea mediana, compressione ventricolare, scomparsa dei solchi della convessità
- Lesioni intracraniche associate: contusioni cerebrali (fronto-temporali tipiche), emorragie subaracnoidee, edema cerebrale
- Densità mista: iperdensa nelle prime ore, può evolvere verso iso/ipodensa nei giorni successivi (transizione verso subacuta)
TRATTAMENTO
Indicazione chirurgica urgente
Le linee guida internazionali raccomandano evacuazione chirurgica urgente in presenza di:
- Spessore aSDH >10 mm
- Shift della linea mediana >5 mm
- GCS <9 con qualsiasi aSDH
- GCS in deterioramento (anche con criteri radiologici borderline)
- Segni di erniazione
Tecnica chirurgica
- Craniotomia ampia: di solito fronto-temporo-parietale, per esposizione adeguata
- Evacuazione del coagulo: aspirazione delicata
- Emostasi: coagulazione delle fonti sanguinanti, gestione di vene a ponte e vasi corticali
- Resezione di contusioni emorragiche associate quando indicata
- Craniotomia decompressiva: in casi con edema cerebrale severo associato — rimozione temporanea dell’osso per creare spazio espansivo (osso conservato sterile in deposito o in pouch sottocutanea per re-impianto a 6-12 settimane)
- Monitoraggio PIC postoperatorio: catetere ventricolare o parenchimale
- Terapia intensiva neurologica: gestione di PIC, perfusione cerebrale (CPP), sedazione/curarizzazione, controllo glicemico, profilassi tromboembolica meccanica
Gestione conservativa
Solo in casi selezionati: aSDH sottile (<10 mm), GCS >13, asintomatici, no shift. Ricovero in osservazione neurochirurgica con TC seriata.
COMPLICANZE
- Re-sanguinamento: nelle prime 24-48 ore post-evacuazione
- Edema cerebrale post-operatorio: frequente, può richiedere terapia ipertonica (mannitolo, salina ipertonica) o decompressione
- Infezione (meningite, ascesso): rara con tecnica adeguata
- Crisi epilettiche post-traumatiche: frequenti, profilassi anticonvulsivante nei primi 7 giorni
- Idrocefalo post-traumatico: 5-10%, può richiedere shunt VP cronico
- Cefalea persistente, sintomi cognitivi: frequenti nei sopravvissuti
PROGNOSI
La prognosi è significativamente peggiore di quella dell’EDH:
- Mortalità complessiva: 40-60%
- GCS preoperatorio è il principale predittore: GCS 3-5: mortalità >80%; GCS 12-15: mortalità <20%
- Età avanzata, terapia anticoagulante, lesioni intracraniche associate, ritardo di evacuazione peggiorano la prognosi
- Recovery neurologico: solo 20-30% dei sopravvissuti raggiunge outcome funzionale buono (GOS 4-5)
- Significativa quota di pazienti con disabilità cognitivo-comportamentali long-term
Il follow-up è multidisciplinare e long-term: imaging seriato, riabilitazione neuromotoria e neuropsicologica, supporto psicologico al paziente e ai familiari.
Quando preoccuparsi — segnali d’allarme
L’ematoma subdurale acuto è una emergenza. Pazienti con trauma cranico severo devono essere valutati immediatamente. Anche dopo trattamento iniziale:
- Peggioramento neurologico nelle 24-48 ore post-evacuazione: sospetto risanguinamento o edema
- Comparsa di nuovi deficit focali
- Crisi epilettiche post-traumatiche
- Cefalea ingravescente, vomito
- Anisocoria, alterazione coscienza: segni di ipertensione endocranica
- Febbre, rigidità nucale: sospetto di infezione post-operatoria
- In pazienti anziani o anticoagulati: rischio di evoluzione cronica (cSDH) anche dopo trauma minore — RM/TC di controllo se nuovi sintomi
Fonti e linee guida essenziali
- Brain Trauma Foundation — Surgical Management of Acute Subdural Hematomas
- AANS/CNS Joint Section — neurosurgical management of TBI
- Bullock MR, et al. Surgical management of acute subdural hematomas. Neurosurgery 2006
Riferimenti non esaustivi. Linee guida internazionali pubblicate da società scientifiche e organizzazioni sanitarie sono in continuo aggiornamento.
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